Governo, cosa dovrebbe fare il PD?

A pochi giorni dal secondo round di consultazioni al Quirinale, quale posizione dovrebbe assumere il Partito Democratico nei confronti degli altri schieramenti e riguardo alla formazione del nuovo Governo?

Thumb pd lombardia Pd Lombardia



Giardiniquirinale2017 700x505


Torna al forum


Due anime che non riescono più a stare insieme

Quando è nato il PD io penso ci sia stato lo sforzo di riunire un'area cattolica e un'area di sinistra, perché ci si era resi conto di molte convergenze. Ora queste convergenze sembrano non esserci più, ma non per una insanabile differenza tra cattolici e non cattolici, ma tra due priorità: prioritario puntare sul riformismo, anche a costo di mettere in discussione alcuni dei capisaldi della nostra visione, oppure privilegiare i capisaldi della nostra visione, anche se questo significa rinunciare ad essere più riformisti. La sintesi da fare è questa, e mi pare impossibile che non riescano a farla. Il motivo è solo legato ad errori, ripicche, problemi personali, cose tutte "esterne" a ciò che interessa il cittadino. Io voglio che trovino la sintesi da queste due anime, perché per me sono importanti entrambe. La devono trovare, rinunciando alle loro visioni. Con coraggio, con umiltà. Se non ne sono capaci, hanno sbagliato mestiere. Tutti, non solo alcuni, perché la colpa non è mai di uno, ma di tanti, come anche la ragione.

User avatar thumb default 4efaf94d889224d1d2250e3d84890199ec16e68a4786cdb6f559e58191c5c729

Alessandro Alfieri Paolo, con coraggio e con umiltà (per usare le tue parole) possiamo ripartire . I nostri non ne possono più di distinguo e divisioni

Paolo Faccini esatto. Penso che il lavoro del CPPP sulla Maieutica e la Gestione dei Conflitti, sarebbe molto utile. ""... assumere il conflitto come un elemento generativo, un elemento creativo, una risorsa all'interno della costruzione di una serie di relazioni che non possono prescindere dal valorizzare e contenere la diversità. È chiaro che in questo tipo di lavoro emerge la difficoltà nel decentrarsi, nel capire le ragioni altrui, nell'accettare la divergenza, Sta in questo la sfida, nel creare le condizioni affinché il rapporto possa alimentarsi non solo nella simpatia ma anche nella discordanza e nella diversità. È una sfida enorme ma imprescindibile all'interno di una società che diventa sempre più densa di complessità etniche e sociali, in cui i cambiamenti sono molto rapidi, in cui l'ingresso di immigrati procura continuamente ventate di fisiologiche perturbazioni. Non significa altro che un processo di apprendimento di un'arte della convivenza più raffinata della semplice tolleranza, del semplice controllo della diversità. Un'arte della convivenza che diventa un addestramento continuo, incessante, una vera e propria alfabetizzazione che ci porti ad acquisire al livello primario, relazionale, la capacità di stare dentro il conflitto e la diversità come un momento di crescita, e non più come un fattore di paura o di minaccia. "" Ecco, forse possiamo dirci che la pensiamo "diversamente", ma che nonostante questo, proprio perché crediamo così tanto nel progetto, siamo disposti a... Grazie,

COMMENTI SELEZIONATI