Governo, cosa dovrebbe fare il PD?

A pochi giorni dal secondo round di consultazioni al Quirinale, quale posizione dovrebbe assumere il Partito Democratico nei confronti degli altri schieramenti e riguardo alla formazione del nuovo Governo?

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ASCOLTO senza subordinazione culturale e fase progettuale in un CONGRESSO VERO

Il valore dell'ascolto è indiscutibile. Un po' meno quando ti tocca ascoltare chi ti vuole solo usare strumentalmente (ed è pure tanto grullo da renderlo plateale). Niente illusioni, perciò. Che il nostro ruolo a questo giro sia di opposizione il partito sembra incredibilmente averlo compreso da subito, ovviamente con qualche distinguo crescente che equivale a un mettersi in mostra un po' patetico. Ma l'ascolto maniene il suo valore. Si può comunque, in nome della democrazia, andare a "vedere le carte" del m5s, ma disincantati, con la piena consapevolezza dell'unico obiettivo realistico possibile: mettere in risalto le assurdità e le contraddizioni di chi letteralmente NON SA che fare al governo (euro sì, euro no; per tutto i soldi ci sono, basta volerlo, ecc.). Saper motivare la nostra opposizione con la loro inaffidabilità e contraddittorietà. Inchiodarli alle incongruenze di un programma demagogico, ponendo le condizioni al rialzo - l'interesse vero del Paese, che non è un governo purchessia, ma azioni concrete di sinistra - perché un ipotetico dialogo AUTENTICO possa avviarsi. L'ideale sarebbe in diretta streaming ;-), ma ovviamente i conigli che sono fuggiti in campagna elettorale non diventano leoni ora, da una posizione di ulteriore vantaggio.
E noi, cosa facciamo in questo tempo, oltre che baloccarci col pensiero dell'opposizone? Spero non discettare sul PSE, il che certificherebbe soltanto l'esaurimento di ogni capacità progettuale. Serve invece con grande urgenza una FASE CONGRESSUALE AUTENTICA - non le rituali corse, subito, a nuove primarie - per ridefinire identità, programmi e magari anche rivedere qualche norma statutaria. Pur nell'attuale crisi di consenso (è cambiata vistosamente la domanda politica), va ribadito e fatto comprendere a chi usa ancora il raziocinio che il PD è rimasto l'unica occasione di sviluppare un serio confronto programmatico, ciò che nessun altro partito mostra di volere (cdx, m5s) oppure di poter attuare senza condannarsi a un minoritarismo sterile. Senza le idee, che certamente non mancano, ma è troppo limitante e in ultima anlisi poco serio affidare a esternazioni volanti sui social, e senza un confronto aperto e articolato tra coloro che hanno a cuore le sorti del Paese (possibilmente persone in grado di assumersi e mantenere degli impegni rinunciando a iniziare la fronda interna dieci minuti dopo la conclusione), il PD sarebbe destinato a diventare poco più di un guscio vuoto.
Vedo anche un rischio all'orizzonte: se tutto invece dovesse tradursi in una ennesima, affrettata "corsa" delle primarie tra slogan di superficie e personalismi contrapposti, non sarò della partita. Sono allergico alle correnti e ho già dato.

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