Riforma costituzionale, SI o NO?

Dopo il voto alla Camera della sesta ed ultima lettura della riforma costituzionale, a decidere saranno i cittadini con il referendum confermativo del prossimo autunno. Con la riforma viene superato il bicameralismo perfetto (modificando funzioni e composizione del Senato), abolite le province e il CNEL, riviste le competenze tra Stato e Regioni, modificate le soglie per l'elezione del Presidente della Repubblica, per i referendum abrogativi e le leggi di iniziativa popolare. Cosa ne pensi?

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Costituzione italiana



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Basta con i rimpianti..

Sicuramente SI..... l'idea che ere sempre meglio prima.... per continuare a lamentarsi. La ricerca di cavilli di forme letterarie più efficienti, di terminologie più appropriate non è altro che la giustificazione per non provare a cambiare. Anche l'attuale costituzione se messa se vista con l'occhio del critico letterario richiederebbe modifiche espressive non indifferenti...

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Perchè NO

La proposta di riforma costituzionale deve essere approvata larga maggioranza e non a colpi di fiducia.

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Aldo Ponti Larga maggioranza ?? Se ben ricordo (per aver letto) durante le discussioni dei Costituenti nessuno perché in disaccordo o perché nettamente contrario uscì dall'aula per fare saltare la costruenda Costituzione.... Mi sembra che pe le modifiche lo spirito della ricerca dei accordi a ogni costo non si sia più manifestato... Il M5S non è disposto a parlare con gli infetti (tutti i non M5S), quel che rimane del polo della libertà esce dalla discussione per l'elezione di Mattarella e poi sputa anche su le cose che erano d'accordo... in altri tempi (bicamerale) la lega non si presenta perché è per la secessione... quando si parla di argomenti che possono toccare gli interessi del capo del polo delle liberta viene insabbiato tutto.... La ricerca utopistica della larga maggioranza serve solo per no toccare nulla... paura del nuovo!

Al passato GRAZIE, AL FUTURO SÌ!

Sì - CASA PER CASA, Quartiere per Quartiere, STRADA PER STRADA
Sì - la Passione, il Coraggio, le Idee e il coraggio alla Riforma Costituzionale
Sì - È un voto assolutamente libero da questo genere di condizionamenti. Ebbene, sia nel '74 per il divorzio, sia, ancor di più, nell'81 per l'aborto, gli italiani hanno fornito l'immagine di un paese liberissimo e moderno, hanno dato un voto di progresso. Al nord come al sud, nelle città come nelle campagne, nei quartieri borghesi come in quelli operai e proletari. Nelle elezioni politiche e amministrative il quadro cambia, anche a distanza di poche settimane.
Sì - «Se i giovani si organizzano, Sì impadroniscono di ogni ramo del sapere “la riforma Costituzionale e lottano con i lavoratori, pensionati e avere il coraggio delle riforme, non c’è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull’ingiustizia negando un futuro miglio alle nuove generazioni». Brescia dice Sì.

Thumb foto celso vassalini

Indubbiamente Sì

Perchè basta stare immobili .
Perchè è il motivo per cui si è insediato questo governo (molti hanno o fingono di avere la memoria corta).
Perchè ne abbiamo bisogno.
Perchè è la migliore riforma possibile in queste condizioni politiche.
Perchè è stata discussa ed approvata con l'apporto di tutti, anche di quelli che poi hanno fatto dietrofront (di nuovo la memoria corta...)
Perchè al solo pensare che ci si debba rimettere intorno ad un tavolo con le altre forze politiche e ricominciare d'accapo, al solo pensarlo dicevo, mi viene la nausea.
Perchè proprio non capisco tutta questa improvvisa passione per il perfezionismo di chi è per il NO
Perchè andare avanti è meglio che restare indietro :-)

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Perché NO alla riforma costituzionale "prendere o lasciare" con l'Italicum

A suon di slogan la discussione s'intorpida in semplificazioni piuttosto fuorvianti.
Non è accettabile ridurre l'assunto a "favorevoli al cambiamento" e perciò progressisti, positivi e dinamici in alternativa a "contrari al cambiamento" - quindi conservatori, negativi e statici, così da attribuire alle posizioni una connotazione quasi evoluzionista.
Che la riforma della Costituzione fosse necessaria, a partire dal cd. Bicameralismo perfetto, è per me indubbio e riconosco la necessità sia di riequilibrare i poteri fra Stato e Regioni, rimodificando gli art. 118 e 119 alla luce di un'esperienza insoddisfacente, sia di sopprimere il CNEL e superare le Province.
Sarebbe stato più comprensibile e lineare, accanto ad un ridimensionamento della Camera piuttosto pletorica (ben 630 Deputati per una popolazione di circa 60 milioni di italiani), sopprimere il Senato piuttosto che farlo sopravvivere monco di competenze (ma non di costi ancora alti) e complicato nell'esercizio delle residue funzioni, composto da eletti di secondo grado (sostanzialmente nominati, di dubbia rappresentanza dei territori e, come già oggi si può notare, di qualità tendenzialmente debole).
Non ritengo specialmente di accettare il disegno di un sistema para-presidenziale che accentui le prerogative dell'esecutivo a detrimento delle fondamentali funzioni di indirizzo e controllo e quindi del bilanciamento dei poteri nello Stato, mentre allontana il cittadino - elettore sovrano - dai luoghi e dalle occasioni di iniziative e scelte (v. i casi delle proposte di referendum abrogativi e delle leggi di iniziativa popolare, per i quali sarebbero previsti quorum più alti).
A questo punto emerge come fulcro coessenziale della riforma il sistema elettorale cd. "Italicum" (pseudo-latinismo infelice ma evocativo di un costume approssimativo e di auto generazione della classe politica) che, in barba sia alle pronunce della Corte Costituzionale, sia agli esiti di precedenti consultazioni referendarie inequivoche, introduce un meccanismo di elezione che limita la sovranità popolare mediante
- liste con capilista bloccati,
- possibilità di candidature plurime in diversi collegi elettorali, alla faccia del radicamento territoriale, e con prevedibili opzioni finali che potrebbero favorire altrimenti gli esclusi di una cordata non casuale,
- marginalizzazione delle preferenze e quindi degli orientamenti sia degli elettori che dei candidati meno "allineati", con buona pace del principio fondamentale ed etimologico dell'elezione, cioè la facoltà di scelta,
- premio di maggioranza alla lista ed assenza di occasione di ballottaggio.
Persiste invece l'assenza di un'efficace ed aggiornata disciplina sull'impresentabilita' dei candidati e sulla decadenza degli indegni che non adempiano le funzioni pubbliche loro affidate "con disciplina ed onore", secondo l'inalterato art. 54 della Costituzione vigente.
Stante l'attuale assenteismo elettorale, derivato da una disaffezione apparentemente indagata ma di fatto favorita quasi con un disegno pervicace, il governo del ns. Paese potrebbe essere espressione solo di una "maggior minoranza", con decadenti implicazioni - ardue da rimuovere dopo - di autoreferenzialita' degli eletti.
Da ultimo, ma non insignificante, permane ancora la pretesa di sottoporre alla consultazione confermativa popolare un complesso di modifiche che, promananti non da un'assemblea "ricostituente" apposita e qualificata, ma da una maggioranza di impulso governativo spuria e non di meno presuntuosa, sono di ridotta comprensibilità oggettiva, anche per gli intrecci normativi e gli effetti relativi.
Sarebbe invece appropriato e sostanzialmente rispettoso degli elettori sia una formulazione semplificata dei quesiti referendari, sia la loro suddivisione per affinità di argomenti, poiché non è accettabile ridurre a "prendere o lasciare" un insieme di norme diverse ma essenziali come quelle costituzionali, la formulazione delle quali fu opera di un'accolta di rappresentanti selezionati per autorevolezza ed autonomia politico-culturale.
Nella ponderazione delle norme in consultazione non vedo la prevalenza di un'onesta volontà riformatrice rispettosa della democrazia repubblicana.
Ecco perché il mio deluso NO ad una riforma ambigua, rabberciata, squilibrata ed involutiva.

Adriano Querci

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Troppi cambiamenti

Per come è stata approvata la proposta complessiva non la condivido. Vi è troppa confusione istituzionale. Si è messo in campo un lavoro che verrà continuamente rivisto dalle successive legislature.
Io voterò no.

Leonardo Zizzo

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Aldo Ponti Probabilmente bisognerà ricorrer ad aggiustamenti... ma intanto cominciamo a cambiare qualche cosa... se aspettiamo la perfezione che accontenti tutti... campa cavallo

Perché si

La ricerca della "riforma perfetta" è in questo come in ogni altro caso un esercizio che mal si concilia con la volontà di migliorare la situazione. Se, poi, come a me sembra il caso, gli obiettivi vanno al di là delle dichiarazioni, il mio sì, in se' già profondo e meditato, diventa un grido contro le false paure.

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Sono assolutamente per il sì. Rispetto chi è per il no in buona fede.

Finalmente finito il ping pong delle leggi che forse potranno entrare in vigore in un periodo ragionevole non perdersi per decenni nei meandri delle due camere. 95 senatori che lavoreranno per spirito di servizio e non per denaro Gente eletta sul territorio e per il territorio per le leggi regionali ed europee. Fine del benaltrismo i cui cultori dopo aver votato la legge adesso sono diventati paladini del no.

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Sono assolutamente per il sì. Rispetto chi è per il no in buona fede.

Finalmente finito il ping pong delle leggi che forse potranno entrare in vigore in un periodo ragionevole non perdersi per decenni nei meandri delle due camere. 95 senatori che lavoreranno per spirito di servizio e non per denaro Gente eletta sul territorio e per il territorio per le leggi regionali ed europee. Fine del benaltrismo i cui cultori dopo aver votato la legge adesso sono diventati paladini del no.

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Sono assolutamente per il sì. Rispetto chi è per il no in buona fede.

Finalmente finito il ping pong delle leggi che forse potranno entrare in vigore in un periodo ragionevole non perdersi per decenni nei meandri delle due camere. 95 senatori che lavoreranno per spirito di servizio e non per denaro Gente eletta sul territorio e per il territorio per le leggi regionali ed europee. Fine del benaltrismo i cui cultori dopo aver votato la legge adesso sono diventati paladini del no.

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Sono assolutamente per il sì. Rispetto chi è per il no in buona fede.

Finalmente finito il ping pong delle leggi che forse potranno entrare in vigore in un periodo ragionevole non perdersi per decenni nei meandri delle due camere. 95 senatori che lavoreranno per spirito di servizio e non per denaro Gente eletta sul territorio e per il territorio per le leggi regionali ed europee. Fine del benaltrismo i cui cultori dopo aver votato la legge adesso sono diventati paladini del no.

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Sono assolutamente per il sì. Rispetto chi è per il no in buona fede.

Finalmente finito il ping pong delle leggi che forse potranno entrare in vigore in un periodo ragionevole non perdersi per decenni nei meandri delle due camere. 95 senatori che lavoreranno per spirito di servizio e non per denaro Gente eletta sul territorio e per il territorio per le leggi regionali ed europee. Fine del benaltrismo i cui cultori dopo aver votato la legge adesso sono diventati paladini del no.

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Sono assolutamente per il sì. Rispetto chi è per il no in buona fede.

Finalmente finito il ping pong delle leggi che forse potranno entrare in vigore in un periodo ragionevole non perdersi per decenni nei meandri delle due camere. 95 senatori che lavoreranno per spirito di servizio e non per denaro Gente eletta sul territorio e per il territorio per le leggi regionali ed europee. Fine del benaltrismo i cui cultori dopo aver votato la legge adesso sono diventati paladini del no.

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il "meglio" come nemico del" bene"

La riforma potrebbe essere migliorata certamente sì , peccato che sotto il termine "miglioramento" si celino decine di posizioni differenti e discordi. La questione è purtroppo diventata una discussione puramente di assetto politico con tutti i tatticismi che si celano dietro le singole critiche. E' chiaro che il fronte del "no" è assolutamente trasversale e trova schierati dalla stessa parte ma con motivazioni diverse, l'estrema destra e l'estrema sinistra passando attraverso Lega ,fratelli d'Italia , Forza Italia,spezzoni del centro ,il movimento 5 stelle e parte dello stesso PD che vede in questa votazione una opportunità per rovesciare il governo del quale lo stesso PD è l'asse portante. Se la riforma non passerà al referendum, allora potremo dire addio per almeno 5-10 anni a qualsiasi nuovo tentativo di riformare la costituzione stessa. Ci terremo allora il CNEL , il bicameralismo perfetto e le regioni libere di spendere senza un effettivo controllo (art 5). Le possibilità di cambiare gli eventuali difetti di questa riforma costituzionale sono molto più facili nel caso di un successo del" sì" perché le eventuali future variazioni riguarderanno solo quelle modifiche che si saranno dimostrate poco efficienti o portatrice di eventuali "storture" . In altre parole , per cercare di fare le cose perfette e con il consenso di tutti in caso di vittoria del "No" non si farà nulla.

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Riforme volute

Forse non tutti i contenuti sono condivisibili a tutti ma è sicuramente la strada indicata dalla maggioranza della popolazione(quindi non solo centro sinistra) , anche se per assurdo alcuni che lo volevano ora dicono che voteranno no!!!!??? . Votare SI è una necessità per TUTTI coloro che vogliono riformare e liberarci degli effetti negativi finora trascinati negli anni

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non si può chiedere un Sì o No su tutto questo pacchetto

Io penso che il pacchetto di riforme sia disomogeneo ed è impossibile dire SI o NO a tutto. E siccome è molto importante, non riesco per la prima volta in vita mia a decidere.
Ad esempio: sono d'accordo nel togliere il riferimento alle provincie e al CNEL, sono d'accordo a suddividere le materie tra regioni e stato riformando il titolo V ma non sono d'accordo sulla clausola di supremazia (soprattutto penso alle questioni ambientali ed energetiche), sono d'accordo con il senato delle regioni e la riduzione del numero dei senatori ma non sono d'accordo quando questo si abbina ad una sola camera che decide con una legge elettorale tipo italicum. Che fare ?

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E' un passo avanti anche verso l'attuazione della prima parte della Costituzione.

Spero che questa riforma consenta il completamento del percorso straordinario valore contenuto nell'art 1 della Costituzione che vede nel Lavoro l'architrave portante della formula democratica statuale.
Di fronte alla crisi economica e sociale che ci coinvolge credo sia importante ripartire nella costruzione di una formula democratica proiettata verso il futuro attuando e potenziando i principi di coesione e partecipazione .
Dall'art 46 ad esempio penso possono prendere forma e consolidarsi le linee guida per il completamento del nostro accidentato percorso democratico.

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Finalmente qualcosa si muove anche se non tutto nella direzione sperata

Non sono d'accordo con un'elezione di secondo grado per i senatori, i quali finiranno per avere un doppio incarico e non faranno bene nessuno dei due.
Renzi aveva promesso che avrebbe diminuito anche i deputati, ma questi rimangono invariati, in compenso taglia gli enti locali: la pulizia deve partire dall'alto, ma, come si sa, è più facile vedere la pagliuzza nell'occhio del vicino che non la trave nel proprio!

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Qualche uomo di scienza fra i senatori non guasterebbe

Per quel che posso capire è una buona riforma, elimina molti conflitti di competenze e semplifica l'iter di approvazione delle leggi. Forse, sull'onda dell'antipolitica, il numero di senatori è stato ridotto un po' troppo.
Avrei visto bene invece inserire una clausola per garantire l'ingresso in senato ad un certo numero di scienziati, magari in settori cruciali perché in un mondo così specializzato, un parere tecnico autorevole aiuta a fare leggi migliori...

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La riforma migliora l'Italia

Sono d'accordo con la semplificazione e la maggiore efficacia del processo legislativo che la riforma costituzionale persegue. Concordo pienamente con le parole di Giorgio Napolitano "Gli allarmi per la democrazia e per la libertà sono usati al solo fine di bloccare un rinnovamento da lungo tempo atteso e dalle parti più diverse considerato necessario. Che giunge già con grave ritardo".

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Staff Pd Ciao Maurizio, grazie per la tua partecipazione

Maggiore articolazione dei quesiti!

Le due domande finali sono mal poste! A mio parere era meglio chiedere , dopo aver chiesto se votavo SI o NO, quali erano le parti Positive e quelle Negative della riforma!

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Staff Pd Ciao Michele, grazie per il suggerimento

Riforma da completare

La riforma è valida nel complesso. Vanno però ben chiarite le modalità di elezione dei futuri componenti del Senato.

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costituzione violata.

La Costituzione è una cosa seri, non deve essere data in mano ai bambini analfabeti. Con questo parlamento io dovrei fidarmi da questi soggetti? un parlamento di inquisiti, di senza vergogna ed altro. In america la costituzione è del 1700.

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Finalmente la riforma costituzionale.

Finalmente è stata approvata; ora aspettiamo il referendum confermativo.
Forza Partito Democratico e grazie.
Egidio

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Staff Pd Ciao Egidio, grazie per il tuo contributo

Riforma costituzionale: un passo avanti

Tutto si può fare meglio a patto che la ricerca del meglio non diventi immobilismo o mero pretesto per non far nulla. Per me in SI convinto al testo approvato in sesta lettura. Lasciamo agli irriducibili oppositori troppo spazio mediatico.

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Staff Pd Ciao Massimo, grazie per il tuo tempo e il tuo contributo

Ccostituzione

Si è votato sulla Riforma Costituzionale: è una roba orrenda. Se in una mattina si cambiano 47 articoli vuol dire che non si sa cosa sia "La Costituzione", se poi si deve ricorrere al Referendum per confermare scelte di una minoranza del Parlamento, chi ha votato questo cambiamento dovrebbe vergognarsi di essere un Parlamentare della Repubblica Italiana.

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Massimo Pianese E le oltre 5000 votazioni? Smettiamo di dire fesserie.

Luciano Cividati Potrei sbagliare ma è dalla C omissione Bozzi del 1983 che si discute di come migliorare una Costituzione c he negli ultimi 40 anni non ha certo dato una buona prova. Non mi sembra che questa Costituzione abbia garantito anni di buon governo di ampi spazi democratici, di rapporti felici tra governanti e governati ecc. Che alla fine del percorso sia chiamato il Popolo a esprimere la sua approvazione mi sembra doveroso.

Domanda tardiva

Negli scorsi anni e mesi ho partecipato e risposto a domande, sondaggi e discussioni sull'argomento, in realta' gia' dai tempi del governo Letta.
Non mi sembra abbia molto senso fare queste domande adesso, dopo il voto in parlamento. Siamo attivisti del PD, e il nostro contributo lo diamo prima, non dopo.
Riguardo alla modifica costituzionale, si tratta chiaramente del frutto di un compromesso e quindi non credo se ne possano discutere ora i singoli punti senza tenere conto del quadro generale. Si vada avanti applicando la riforma e poi la si correggera' nei punti in cui non dovesse funzionare. Votrero' si al referendum.
L'unica cosa che proprio non mi piace e' la legge elettorale, che nello spirito e' rimiasta ancorata al Porcellume a quella specie di listone fascista di persone gia' scelte dal segrgetario del partito.

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Vedi tutti i 5 commenti

Patrizia Signorotto toccare così pesantemente la costituzione richiede convinzione che io non ho su questa legge. Resto in dubbio sul referendum, e come te non concordo con la legge elettorale

Giorgio Radaelli "Siamo attivisti del PD, e il nostro contributo lo diamo prima, non dopo". Molto giusto, peccato che la nostra opinione non ci sia stata chiesta nè prima nè dopo. In nessun Circolo, in nessuna Assemblea Provinciale se ne è mai parlato. Io ad esempio ho un'opinione, ma non c'è stata mai alcuna occasione per me di esprimerla, perchè nè nel mio Circolo, nè nella mia Assemblea cittadina o provinciale se ne è discusso. E io voglio discutere (e votare!) all'interno degli organi democratici del mio Partito, non qui dove si fa un sondaggio informale. Per quello che ne so, gli iscritti al PD potrebbe anche essere a maggioranza CONTRARI a questa riforma, nessuno può saperlo finchè non si apre un dibattito sull'argomento dentro il PD.

Staff Pd Come sempre, tutto è migliorabile, anche il dibattito interno ;-) Questa piattaforma cerca di andare in quella direzione. Grazie per il vostro tempo e le vostre riflessioni

Solo io ho paura dell' "UOMO FORTE" ?

Dopo il fascismo e il berlusconismo mi sembra evidente che in Italia c'è un culto molto radicato a favore dell'uomo forte, che appare autorevole (ma spesso è solo autoritario) e si riveste del ruolo di salvatore della patria.
A mio parere solo la lungimiranza dei cosiddetti "padri fondatori", che hanno previsto il bicameralismo perfetto e pesanti contrappesi alle figure forti, ha permesso di passare (quasi) indenni vent'anni di strapotere berlusconiano.
Vedo quindi con sfavore una riforma che secondo me è pericolosa, perché rimuove alcuni di questi contrappesi in nome di una governabilità che può essere raggiunta semplicemente con la mentalità giusta della classe politica, dell'opinione pubblica, e magari con una legge elettorale ben fatta.
Il fatto che Renzi stia riuscendo a promouovere delle riforme importanti pur con una maggioranza politicamente non solidissima testimonia che l'attuale sistema può funzionare egregiamente così com'è, senza avventurarci in acque che per noi Italiani si sono già dimostrate pericolose.

Qualcun'altro è con me?

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Patrizia Signorotto Sono d'accordo con te. Penso siano necessarie delle riforme (ad esempio sulla redistribuzione delle competenze stato regioni) ma non sono d'accordo con alcuni aspetti della legge votata. Questo mi crea molti dubbi su come affrontare il prossimo referendum .

Staff Pd Ciao Simone, grazie per la tua riflessione

Per fare discussioni occorre dire la verita.

Ditemi: per il referendum abrogativo e/o prepositivo di iniziativa popolare, è stato aumentato o è stato diminiuta la difficolta per i cittadini ottenere il refendum? Ditemi quali sono le nuove soglie per ottenerlo? Ditemi per ottenere l'abragazione o la promulgazione tramite refendum avete previsto il 50% +1 degli avendi diritto?, oppure avete previsto il 50%+1 di coloro che si recano alle urne? Solo informando veramente, non politichese, potete avere stima e gredibilità; per poi innescare la discussione in modo sincero e a servizio del popolo continuamente ignorato, come avete fatto con l'acqua, che nonostante il referendum, lattuale governo non lo tiene presente..
Luigi Tambasco

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Jacopo Scandella Buongiorno Luigi, se la raccolta raggiunge le 800mila firme, il quorum sarà fissato al 51% dei votanti delle ultime politiche. Invece se la raccolta firme si attesta tra le 500 e 800mila resta il quorum del 51% degli aventi diritto al voto.




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