Italicum, è da cambiare? E come?

Emanuele Fiano (capogruppo PD in commissione Affari Istituzionali alla Camera dei Deputati) e Alessandro Alfieri (Segretario regionale PD) rispondono alle vostre domande (nella sezione "Discuti") sulla possibilità di modificare la legge elettorale. Partecipa al sondaggio ("Vota") ed alla discussione!

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stabilita

Per anni si e discusso di stabilita con la nuova legge e garantita. Trovo sconcertante proporre il premio alla coalizione quando per anni piccolissimi partiti hanno fatto saltare tanti governi. Occorre dare la possibilitacai cittadini di sciegliersi ds chi essere governati evitando il percorso delle preferenze hanno solo portati cattivi politici al governo e generato il mal'affare.

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5 concetti ed una proposta.

1) E' rischioso dare una maggioranza troppo elevata ad un solo partito. E' come puntare troppo alla roulette: si può vincere molto o perdere molto. Anche le Obligazioni argentine davano un forte rendimento, poi però l'Argentina è fallita e molti hanno perso tutto. Ritengo che le forze politiche che ci sono oggi in Italia, non siano sufficentemente mature per puntare tutto su di un partito. Basta vedere a Roma quello che sta succedendo, per capire.
Pur se il PD è un partito abbastanza ricco di capacità amministrative e di governo, a Roma, con le primarie che acclamano Marino, poi facciamo una figuraccia che poteva anche essere prevista, se si conoscevano i limiti ed i vizietti del nostro uomo.

2) Ma basta anche ricordare lo sfaldamento della Maggioranza di Berlusconi nonostante avesse stravinto. Questo ci fa capire come anche una legge molto maggioritaria non è di per sè una garanzia di governabilità, se per difficoltà, incapacità, litigiosità quella maggioranza si frantuma, o se gli errori ti portano sull'orlo del baratro.

3) Il Governo Renzi è di Coalizione, e nel bene e nel male, regge alla prova della fiducia in parlamento e potrebbe arivare anche alla fine della Legislatura.
Il precedente governo di Letta, dopo un anno aveva perso la visione delle cose ed era arrivato al capolinea.

4) Una legge elettorale è una tecnicalità. Se non ci sono degli errori di sistema, come le due diverse maggioranze che arrivando al pelo alla Camera, si aveva al Senato, è la politica e non la legge elettorale a dare la governabilità e a fare il resto.

5) una stessa legge elettorale in paesi diversi, o in epoche diverse, funziona in modo diverso.

Mettendo assieme questi cinque principi-esempi, farei una legge elettorale che come minimo desse la maggioranza ad una coalizione, affidando la governabilità all'azione politica. Per le candidature eviterei che i partiti sconfitti, non ricevendo il premio di maggioranza, avessero in parlamento solo "nominati". Arrivati a questo punto modificherei l'Italicum proprio rispetto a questi due temi, con o senza il ballottaggio.

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Enrico Montemaggi E per finire: al di la della proposta... il vero problema è che è difficile mettere tutti assieme su di una nuova legge elettorale. Quindi è probabile che adesso resti questa. Salvo che, per esempio Bersani, che rappresenta ben più di una minoranza nel PD, faccia una proposta, trovi tra le opposizioni chi la sostenga e poi chieda a Renzi, al PD ed alla maggioranza che ha votato l'Italicum, di appoggiare la modifica. Se c'è l'accordo, per definizione ci sono anche i voti in Parlamento. Altrimenti si resta così, con l'Italicum e con tutti i problemi che potrà generare. Un'altra volta stiamo più attenti prima di mettere in campo leggi con troppe controindicazioni. L'Italia è sempre un paese da "agitare con cura".

Permettere le aggregazioni al secondo turno ...

.... per tentare di evitare che gli adepti del Grillo Piero Giuseppe detto Beppe ci facciano fare la fine di Fassino (persona seria) a Torino

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Alessandro Alfieri E' uno dei temi in discussione su cui ci confronteremo nelle prossime settimane

Emanuele Dotti Qualsiasi apparentamento si possa prevedere al secondo turno il M5S partirà nettamente favorito contro chiunque, come le ultime elezioni amministrative hanno ampiamente dimostrato. Come ho già scritto credo che l'unica soluzione sia l'abolizione del secondo turno per diverse ragioni, non ultima una di natura "etica": le campagne elettorali italiane sono già di per sé molto (troppo) velenose, aggiungere quindici giorni di battaglia tra il primo e secondo turno tra due partiti che si scontrano frontalmente spaccherebbe il paese ancora di più di quanto già non accada oggi. La storia ci insegna che siamo guelfi o ghibellini, comunque l'un contro l'altro armati, eviterei sistemi che moltiplicano questa nostra pervicace e autodistruttiva disposizione

Italicum a turno unico e con tetto al premio di maggioranza (15%)

L'Italicum è un'ottima legge elettorale perché garantisce sia la governabilità grazie al premio di maggioranza (giusto darlo al partito e non alla coalizione), sia la rappresentatività delle forze politiche grazie all'impianto proporzionale. Proporrei però due modifiche. Primo: abolire il doppio turno per evitare che un partito che ha preso il 20-25% dei voti al primo turno possa ottenere al secondo (magari con un'affluenza più bassa) la maggioranza assoluta dei seggi. Secondo: mettere un tetto al premio di maggioranza, diciamo del 15%, per evitare che un partito che abbia preso il 30% dei voti possa ottenere la maggioranza assoluta e quindi un numero di seggi pressoché doppio rispetto alla effettiva consistenza elettorale. Quello stesso partito potrebbe però contare su un'ampia maggioranza relativa (nel caso il 45%) per costruire una maggioranza in Parlamento con uno/due partiti minori e dare al Paese un governo più rappresentativo delle intenzioni elettorali degli italiani, senza d'altro canto ricadere nel rischio frammentazione che ci ha caratterizzato tanto nella prima quanto nella seconda repubblica.

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Alessandro Alfieri ti seguo nel ragionamento, ma vedo un limite : quello di non avere la certezza di chi governerà la sera delle elezioni, finendo per aumentare a dismisura il potere "contrattuale" dei partiti piùpiccoli

Marco Buseghin L'attuale Governo è sostenuto da una maggioranza nata in Parlamento, non "la sera delle elezioni". Eppure fa un sacco di cose, annuncia una riforma al mese. Ricordiamo invece Berlusconi, che con maggioranze robuste la sera del voto (due volte) si impantanò perché non riuscivano a trovare mediazioni. Il Parlamento legiferi, il Governo governi: la maggioranza "la sera delle elezioni", che dura tutta la legislatura, non esiste.

Emanuele Dotti Governa chi ha preso più voti: da solo se ha preso almeno il 35% (+15 supera il 50% dei seggi), con una minicoalizione se sta sotto quella soglia. Semplicemente non trovo corretto che un partito che raccolga meno di un terzo dell'elettorato italiano possa governare da solo. Se nessuno raggiunge il 35% si forma una minicoalizione, probabilmente insieme ad uno solo dei partiti che superano il 3% della soglia di sbarramento, per avere la maggioranza in Parlamento. Con questo correttivo tutte le critiche contro l'Italicum che la assimilano alla legge Acerbo (che trovo almeno in parte legittime) credo verrebbero meno, così come credo che in Parlamento molte forze voterebbero a favore di un Italicum corretto con queste condizioni

E il Mattarellum?

Nelle opzioni previste non compare la possibilità di indicare un sistema uninominale maggioritario - a turno singolo (secco o con AV) o doppio di collegio - che possa anche prevedere un premio di maggioranza.
Insomma, la proposta che per anni è stata propria del PD prima della folgorazione sulla via del Nazareno, che punta sulla legittimazione dei singoli parlamentari e non solo della forza politica per cui si candidano. Che vede le elezioni combattute sul territorio e non solo nei dibattiti televisivi.
Fatta in questo modo la consultazione è un tantino distorta (a essere educati).

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Alessandro Alfieri Ricordo che il mattarellum ha prodotto i seguenti risultati in Lombardia l'ultima volta che è stato utilizzato (2001). Si è votato in 74 collegi uninominali: 71 se li è aggiudicati il centrodestra (casa delle libertà), soltanto 3 il centrosinistra (l'Ulivo) con un consenso medio in lombardia di poco sotto il 40%. Che una coalizione politica che rappresenta circa il 40% del consenso ottenga soltanto 3 collegi su 74 mi sembra una distorsione enorme del principio della rappresentanza democratica

Luca Giuseppe Filippa Grazie della risposta; la mia domanda verteva però sul perché il sondaggio non consenta di esprimere una preferenza per un sistema uninominale maggioritario, che tra l'altro il PD ha sempre considerato tra le proprie opzioni preferite, non sull'adeguatezza o meno di un tale sistema (a questo dovrebbe servire il sondaggio, presumo). Nello specifico, sono possibili meccanismi correttivi che introducano possibilità di maggiore rappresentanza per i perdenti nei collegi. Nel 2001 il centrosinistra in Lombardia ottenne anche 9 dei 24 seggi della quota proporzionale (e con una gestione diversa dello scorporo la correzione potrebbe essere diversa).

Il comico o il leghista sono in agguato e noi ce la cantiamo e suoniamo

In casa all' elezione del segretario io ho votato Bersani mentre mia moglie Renzi.
Oggi sono pienamente d' accordo con le proposte di Renzi incluso l' ITALICUM.
Finiamola di farci del male. Non vorrei mai essere governato da un comico o da un razzista.

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minoranza non può essere troppo maggioranza

25 vs, 24 non può essere =51
Sembra una riedizione della legge truffa di Tambroni contro ci gli Italiani scesero in piazza e i morti di Reggio Emilia segnarono la fine di quel governo

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Alessandro Alfieri se ci fosse il turno unico ... ma con il ballottaggio viene meno la sua considerazione. Come dire che il nuovo sindaco grillino di Vimercate che al primo turno ha preso il 20% e al secondo turno ha vinto con il 50,1% non sia eletto democraticamente. nessuno si sognerebbe mai di dirlo in un elezione di un sindaco

Marco Buseghin Ma il Parlamento non è un sindaco: è un gruppo di persone. In passato abbiamo avuto parlamenti funzionanti anche se non c'era un partito con il 51%, non si capisce perché oggi si debba a tutti i costi avere un Parlamento dove non ci si parla - un gruppo vince e decide da solo, gli altri aspettano cinque anni senza poter influire.

Collegi uninominali e governabilità

Una buona legge elettorale che prevedeva i collegi uninominali, il doppio turno e quindi un premio di maggioranza in grado di garantire la governabilità era legge elettorale per le province. Al posto del candidato presidente verrebbe assegnato il premio di maggioranza alla lista che a livello nazionale arriva prima.

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Alessandro Alfieri Vero. Non è un caso che l'On Dario Parrini, che segue insieme ad altri deputati il dossier legge elettorale, abbia proposto di riprendere i principi di quel modello nel momento in cui si creassero le condizioni per modificare l'Italicum

Marco Buseghin A me, e credo ad altri, dell'uninominale piace il fatto che per diventare membro dell'assemblea devi essere eletto in un collegio. Il famoso "metterci la faccia". Un sistema come quello tedesco lo garantisce, al netto di un riparto proporzionale, ma la vecchia legge delle provincie è in realtà un proporzionale mascherato.

italicum or not?

Il governo pose la fiducia, dal mio punto di vista con una mossa politicamente infantile, per dimostrare di avere in pugno la maggioranza di governo. Ora si ammette che laleggepiubelladelmondo in effetti non lo è.
Delle due una: o chi ha posto la fiducia ha sbagliato, e dovrebbe essere cacciato oppure adesso ci sta prendendo per i fondelli e dovrebbe essere comunque cacciato.
Esporre il partito a queste figure solo per difendere la rendita di maggioranza oltre che sbagliato è pericoloso.

Matteo DE CAPITANI

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Alessandro Alfieri Matteo, non era la legge più bella del mondo prima e non lo è adesso. Se si trovasse la maggioranza in parlamento per poterla migliorare, è intenzione di chi guida il PD modificarla. Discuteremo anche di questo in direzione nazionale nei prossimi giorni

Marco Buseghin Come ci si è imposti per farla approvare, ci si imponga per farla cambiare. Altrimenti, chi non la vuole non si berrà certo il "volevamo cambiarla, ma il Parlamento no".

Governabilità

Qualcuno ,tra cui Bersani, ha stigmatizzato l'intervento dell'ambasciatore americano che faceva notare quanto fosse difficile fare accordi e investimenti con un Paese che in 63 anni ha cambiato 62 Governi.La Società di rating Fitc ha già fatto capire che se cade questo Governo rivedrà al ribasso il suo rating sull'Italia.Se questo avviene i Bond Italiani saranno considerati "Spazzatura". Tutti presi dai nostri problemi,pensiamo che in un mondo interconnesso ,i giudizi degli altri siano"interferenze" sopratutto se non ci convengono. Allora il mio parere 1) :alto livello di ingresso per entrare in parlamento e ridurre i partitini che hanno come obiettivo solo quello di ricattare i partiti più grossi con cui si apparentano.2) Esclusione delle preferenze 3)Maggioritario puro a doppio turno.4)Premio di maggioranza tale da consentire al partito vincente di governare senza doversi mettere d'accordo con nessuno. In nessun paese a democrazia avanzata esistono tanti partiti come da noi ( 7 solo a sinistra del PD)
Giovanni

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Marco Buseghin In nessun sistema "maggioritario" (immagino tu intenda uninominale, visto che parli di "puro o a doppio turno") esiste un "premio di maggioranza". Il premio è insito nel fatto che chi vince un collegio non ha dovuto necessariamente raccogliere la metà dei voti, ma solo la maggior parte. Quindi, che premio intendi? [Sui governi che "cambiano spesso": la DC ha governato 40 anni, cambiando molti governi ma tenendo fissi alcuni punti fermi della sua politica. Il Paese era stabile ed è cresciuto. Non inganniamoci.]

Alessandro Alfieri Lo sbarramento al tre per cento è oggettivamente basso. E' bene ricordare che nel confronto tra le diverse forze politiche si è lavorato per coniugare i due principi guida della governabilità e della rappresentanza democratica: premio per chi vince e deve poter governare, ma anche garanzia di rappresentanza per gli altri.

Giovanni Viggiano La metto giù dura: Il mio ideale è che in Italia ci fosse un sistema come quello del paese che "ha inventato la Democrazia" e cioè gli USA. Due soli partiti :chi vince governa e chi perde si oppone.E così per almeno 4 anni! Siccome non sono fanciullo so che i sistemi di governo non si copiano.Sono frutto di culture,storie,eventi,modi di essere e di pensare che si accumulano negli anni.Tuttavia per far crescere la Parità di genere che ancora non decolla si è deciso di fare una legge che imponga un certo numero di donne nei posti di comando pubblici e privati. Si vuole ottenere con un' imposizione quello che naturalmente per principi che non attecchiscono si tarda ad ottenere.Sta funzionando la cosa? Non come vorremmo,ma in sostanza sì! Caro Alfieri in fatto di RAPPRESENTANZA cosa si perde se si impedisce con correttivi di ingresso se scompaiono: SEL ,NCD; FRATELLI D'ITALIA, Tutti i partiti a sinistra del PD, ,STORACE, e i suoi, ALA il movimento dei fuoriusciti da NCD,il movimento di Fitto etc.etc. Si lascia solo il PD,Forza Italia,M5Stelle e la LEGA. Mi puoi dire quali idee,quali proposte importanti,quali cambiamenti valoriali sono arrivati dai partiti che io vorrei cancellare? Che io ricordi sono arrivati solo trasformismi e ricatti.E allora o da soli o in coalizione se non si raggiunge l''8% il partito non rappresenta niente di interessante e se ne fa a meno.! Giovanni Viggiano

Solo alcune modifiche

Al ballottaggio possibili alleanze trasparenti con distribuzione del premio di maggioranza proporzionale al numero di voti avutii al primo turno.
Eliminare le preferenze con collegi uninominali dove sia possibile svolgere primarie tra i potenziali elettori.

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Alessandro Alfieri Poni due temi interessanti che sono tra i punti che potrebbero essere discussi nelle prossime settimane alla luce delle aperture a verificare la presenza di una maggioranza in parlamento per modificare l'Italicum

legge elettorale

a parte che chiamarla italicum è da provincialotti semianalfabeti... ma passi.
Questa legge non tiene in alcun conto la realtà dell'elettorato italiano che, l'esperienza dice, se non ha l'impressione di contare non partecipa. Serve una legge uninominale secca o, al massimo, con doppio turno . Abbiamo la classe politica più stabile, cementificata , dell'occidente . La governabilità è nella loro competenza. Se scambiate la politica con il comando (sapere chi governa, subito) aprite le porte a scelte illiberali ed antidemocratiche . Tali sono i capilista bloccati e le soglie di sbarramento. Con uninominale l'elettore fa la soglia di sbarramento.

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Perché no?

Penso che accettare la proposta di M5S o almeno discuterla sarebbe una mossa politicamente dirompente. Si tratta di andare verso un proporzionale con sbarramenti alti e collegi relativamente piccoli che probabilmente premierebbe comunque con la maggioranza un partito in grado di superare il 35%, mentre costringerebbe i partiti ad alleanze, credo giustamente, in caso di risultati inferiori.

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Marco Buseghin Per arrivare alla maggioranza col 35% servirebbero sbarramenti DAVVERO alti. La Consulta si è espressa negativamente in passato. Ma alla fine, facciamo un sacco di riforme con Alfano e Verdini, possiamo pure farle nel prossimo Parlamento con chi avrà i voti necessari.

Stefano Dioni Se i collegi sono piccoli e non c'è riparto nazionale gli sbarramenti sono davvero alti. In un collegio che elegge 8 deputati lo sbarramento di fatto è il 12,5%. Con questa proposta andrebbero in parlamento 4-5 partiti e il 35-40% dovrebbe dare la maggioranza.

Marco Buseghin Mh. Descrivi il sistema spagnolo. Ma non mi è mica chiaro se sia a quello, che si riferiscono i Cinque Stelle. E comunque, difficile che lo accetti Renzi...

Uninominale?

Come mai non esiste, nel sondaggio, l'opzione dell'uninominale? Un sistema che funziona bene nel Regno Unito (a turno unico), in Francia (a doppio turno) e in Germania (con riparto proporzionale). La qualità dei deputati si avvantaggia, del doversi presentare "di persona" agli elettori.

Magari questo sondaggio, che propone come opzioni solo Italicum e proporzionale puro, si potrebbe modificare...

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Alessandro Alfieri Un conto è parlare di collegi uninominali del modello in uso in passato per le provinciali, quindi con premio di maggioranza e di impianto proporzionale. Un conto è il maggioritario uninominale che, come ricordavo in un post sopra, ha portato nel 2001 in Lombardia l'Ulivo a conquistare 3 seggi su 74 a fronte di poco meno del 40% dei consensi

Marco Buseghin Nel Regno Unito è normale che un partito che prende il 35-40% abbia una maggioranza parlamentare. Non c'è nulla di antidemocratico in questo: ogni deputato arriva alla Camera forte dell'aver vinto il suo collegio. Questo rende da un lato il deputato forte e indipendente, dall'altro spinge i partiti a candidare i migliori (almeno, nei fondamentali seggi in bilico).

Mattarellum

Personalmente ho sempre ammirato il sistema elettorale francese.
Per l'Italia, oggi, ritengo che la proposta di "retedem" di un Mattarellum rivisto e corretto (con collegi non molto ampi) sia la più attuale e praticabile.
Pensare che al ballottaggio possa vincere un "partito che al primo turno possa aver preso solo il 25% (perché aiutato dalla formazione perdente se non addirittura contrapposta) mi sembra molto poco democratico.

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Alessandro Alfieri Sul Mattarellum mi sono già espresso. Il maggioritario uninominale seppur corretto in Lombardia ha prodotto i seguenti risultati: nel 2001 in Lombardia l'Ulivo ha conquistato 3 seggi su 74 a fronte di poco meno del 40% dei consensi. spiegatemi come si possa sostenere un sistema che altera cosi vistosamente il principio di rappresentanza democratica. nelle regioni rosse avveniva la stessa cosa a discapito del centrodestra

Marco Buseghin Si può sostenere: funziona in UK, in Francia, negli Stati Uniti. Ad ogni modo, se modifichiamo il sondaggio, possiamo scoprire a quanti questo modello piacerebbe. Mi aspetto siano tanti, visto che era la linea del Partito fino a poco tempo fa...

ITALICUM NON SI TOCCA.

ITALICUM non si tocca per me due miglioriè portare al 5% la soglia minima per entrare in parlamento e doppio turno perchè al ballottaggio chi non arriva vota per antipatia o simpatia o per far perdere uno o vincere l'altro in questo caso non siamo democratici in quanto alteriamo il voto
come successo a Torino o Roma,però il rischio vale la candela,ok capilista perchè chi vince di deve attorniare di persone fidate e non di rematori contro,le preferenze sono l'anticamera della corruzione(favori amici raccomandati ecc.ecc.)

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mettere un tetto ai capilista bloccati

comprendo la necessità, per un partito ( io lo chiamo ancora così) di poter contare su competenze certe in Parlamento:per governare occorre avere esperti di economia, agricoltura, scuola, esteri, costituzionalisti, ecc. Affidare la composizione del gruppo parlamentare alle singole circoscrizioni comporta il rischio di eleggere personalità in modo squilibrato rispetto alle esigenze; la "popolarità" non sempre porta con sè la competenza.
Ci sono uomini e donne, quasi sconosciuti al grande elettorato, ma preziosi per la politica.
D'altra parte trovo esagerato, al limite della prepotenza, il fatto che il partito centrale disponga di un numero così elevato di seggi sicuri ( per il partito che non vincerà il premio di maggioranza ne costituiranno la totalità) a scapito della rappresentanza dei territori e della libera scelta dell'elettorato.
Il 40/50% dei seggi dei capilista a disposizione delle segreterie nazionali dei partiti è più che sufficiente a garantire le competenze necessarie; a mio parere la legge andrebbe modificata mettendo un tetto in tal senso.

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Antonio Micheli i capilista bloccati sono una scelta antidemocratica ed illiberale. La scelta DEVE farla l'elettore

Marco Buseghin Su collegi grandi, però, è provato che le preferenze non sono uno strumento di controllo democratico. Se vogliamo che siano gli elettori a scegliere i deputati, serve un sistema uninominale: britannico, tedesco, australiano, francese... basta che sia uninominale.

IL DOPPIO TURNO SAREBBE BENE NON TOCCARLO.

La legge elettorale la si può cambiare, ma non metterei in discussione il doppio turno!
Le elezioni con relativo premio di maggioranza devono esprimere un risultato chiaro e dare la possibilità alla lista vincente (Coalizione o Partito) di attuare il Programma con cui ci si è presentati ai cittadini.
L'Italicum si può modificare:
1. Prevedendo che il premio possa essere assegnato alla coalizione (Lista) che al secondo turno di ballottaggio prenda più voti.
2. Eliminazione della possibilità che i capilista si presentino in più collegi.
Certamente che chi vince al secondo turno difficilmente otterrà il 50% +1 di voti dell'intero corpo elettorale e quindi il sistema sembrerebbe antidemocratico. Anche con un sistema proporzionale puro, quando l'astensionismo è vicino al 50% si ottiene lo stesso risultato, con l'aggravante che le promesse (Programmi) fatti dai Partiti non contano più nulla e i Parlamento si cercano accordi anche sottobanco per mettere insieme una maggioranza parlamentare.

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Marco Buseghin Non capisco perché ci incistiamo su questa cosa del "avere un vincitore certo". Le coalizioni si sfaldano, figuriamoci quelle fatte apposta per cercare di arrivare "primi" e vincere il premio... Berlusconi ha avuto due volte, al voto, robuste maggioranze. Entrambe le volte la sua coalizione è crollata, tra beghe, faide e crisi. Mentre Renzi, con una coalizione fatta in Parlamento, trattando, fa una riforma al mese...

Ma non volevamo più governabilità?

Quindi ok all'Italicum. Poi per necessità ripariamo le danze, ma mi pare difficile trovare la quadra fra massima rappresentatività (tipo assemblearismo condominiale) e possibilità di governi efficaci e duraturi....Comunque in bocca al Lupi!

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Italicum

Si può cambiare ma il premio di maggioranza deve andare al partito che ha avuto più voti altrimenti si è sempre sotto ricatto dei partitini!

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Federico Maisenti Sono d'accordissimo.

Marco Buseghin Non capisco perché ci incistiamo su questa cosa del "avere un vincitore certo". Le coalizioni si sfaldano, figuriamoci quelle fatte apposta per cercare di arrivare "primi" e vincere il premio... Berlusconi ha avuto due volte, al voto, robuste maggioranze. Entrambe le volte la sua coalizione è crollata, tra beghe, faide e crisi. Mentre Renzi, con una coalizione fatta in Parlamento, trattando, fa una riforma al mese...

siamo pratici

anche a me piacerebbe un Italicum diverso: preferenze per tutti.
tuttavia provate ad immaginare quanto ci vorrebbe per rifare la legge elettorale, meglio tenersi "questo" Italicum che garantisce finalmente una governabilità.
non capisco questa voglia di tornare al proporzionale.
noi siamo il PD, un grande partito a vocazione maggioritaria.

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Marco Buseghin Ma infatti si potrebbe fare l'uninominale, francese o inglese o tedesco che sia. Per un partito con buoni candidati e vocazione maggioritaria, è l'ideale.

Figuraccia

Premesso che dopo le varie fiducie e la estromissione di componenti la commissione ogni intervento non può che portare a figuracce sulla serietà delle elaborazioni del nostro partito, premesso che fino a ieri abbiamo spergiurato che nulla sarebbe cambiato, premesso che tutto ciò sta a dimostrare che l'uso spregiudicato e coercitivo a maggioranza degli organi di partito si dimostra essere controproducente e poco illuminato, premesso che avere 100 nominati dal capo di turno abbassa il livello di autonomia cerebrale che ogni deputato deve avere (vale specialmente per le minoranze), premesso che il ballottaggio è un sistema che mescola pere con mele alla ricerca del male minore e non della soluzione migliore, premesso tutto ciò cambiare è imperativo ma vale solo se fatto prima del referendum. Cambiali in bianco non ne firmo per nessuno tanto meno per Renzi.

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Ballottaggio tripolare o turno unico (con premio)

Le ultime amministrative hanno dimostrato che i ballottaggi a due vanno troppo facilmente appannaggio dei M5S, che vincono sia con il centro-destra che con il centro-sinistra grazie alla loro retorica "anti-sistema". Così come congegnato attualmente l'Italicum sembra quindi la legge elettorale ideale per loro...
Per il PD sarebbe molto meglio un ballottaggio a tre - che per esempio ammette liste (o coalizioni) che al primo turno hanno superato una certa soglia - oppure un turno unico con premio, come avviene per le regionali.

Davide

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Michele Costabile Quando la gente ce l'ha con i partiti, il populismo vince in tutti i ballottaggi

Santolo Castellano Il ballottagio a 3 non è male se la somma dei primi due è sotto il 60/65 %

o Italicum o proporzionale con sbarramento

Per dirla con una battuta, l'Italia non è bipolare, è paranoica.
Ogni tentativo di fabbricare un sistema bipolare artificiale è fallito, perché le coalizioni si sono rivelate sempre e comunque dei cartelli elettorali senza consistenza e pieni di faide interne, fondati su scambi di poltrone. Erano nati per superare il potere dei piccoli indispensabili, ma hanno solo spostato il problema altrove, come è chiaro guardando la maggioranza di governo.
Il vecchio proporzionale aveva il pregio che i governi cercavano la maggioranza in Parlamento, con un accordo sotto gli occhi di tutti. Adesso abbiamo in cambio accordi più opachi nascosti dietro una presunta unità.
Ci sono due strade per uscire: premiare il partito che vince le elezioni con una maggioranza artificiale, come con l'Italicum, oppure tornare al vecchio sistema proporzionale, ma con un congruo sbarramento, almeno del 6%, per segare i cespugli che hanno sempre piagato il proporzionale.
Il numero di forze politiche in Parlamento potrebbe anche diminuire.

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Jacopo Scandella Se i 5 stelle non partecipano a governi di coalizione, con un proporzionale (anche con sbarramento) restano solo le "larghe intese". In Germania le reggono bene, in Spagna non ce la fanno. E noi...?

Michele Costabile Bah, a parti scambiate è come ai tempi della conventio ad excludendum nei confronti del PCI. Le coalizioni si formavano in Parlamento, si prendevano e si mollavano, ma dovevano comunque farlo in pubblico.

Antonio Micheli riesci a fare gli accordi al bar e concordare cosa dire in pubblico ...








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