Italicum, è da cambiare? E come?

Emanuele Fiano (capogruppo PD in commissione Affari Istituzionali alla Camera dei Deputati) e Alessandro Alfieri (Segretario regionale PD) rispondono alle vostre domande (nella sezione "Discuti") sulla possibilità di modificare la legge elettorale. Partecipa al sondaggio ("Vota") ed alla discussione!

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5 concetti ed una proposta.

1) E' rischioso dare una maggioranza troppo elevata ad un solo partito. E' come puntare troppo alla roulette: si può vincere molto o perdere molto. Anche le Obligazioni argentine davano un forte rendimento, poi però l'Argentina è fallita e molti hanno perso tutto. Ritengo che le forze politiche che ci sono oggi in Italia, non siano sufficentemente mature per puntare tutto su di un partito. Basta vedere a Roma quello che sta succedendo, per capire.
Pur se il PD è un partito abbastanza ricco di capacità amministrative e di governo, a Roma, con le primarie che acclamano Marino, poi facciamo una figuraccia che poteva anche essere prevista, se si conoscevano i limiti ed i vizietti del nostro uomo.

2) Ma basta anche ricordare lo sfaldamento della Maggioranza di Berlusconi nonostante avesse stravinto. Questo ci fa capire come anche una legge molto maggioritaria non è di per sè una garanzia di governabilità, se per difficoltà, incapacità, litigiosità quella maggioranza si frantuma, o se gli errori ti portano sull'orlo del baratro.

3) Il Governo Renzi è di Coalizione, e nel bene e nel male, regge alla prova della fiducia in parlamento e potrebbe arivare anche alla fine della Legislatura.
Il precedente governo di Letta, dopo un anno aveva perso la visione delle cose ed era arrivato al capolinea.

4) Una legge elettorale è una tecnicalità. Se non ci sono degli errori di sistema, come le due diverse maggioranze che arrivando al pelo alla Camera, si aveva al Senato, è la politica e non la legge elettorale a dare la governabilità e a fare il resto.

5) una stessa legge elettorale in paesi diversi, o in epoche diverse, funziona in modo diverso.

Mettendo assieme questi cinque principi-esempi, farei una legge elettorale che come minimo desse la maggioranza ad una coalizione, affidando la governabilità all'azione politica. Per le candidature eviterei che i partiti sconfitti, non ricevendo il premio di maggioranza, avessero in parlamento solo "nominati". Arrivati a questo punto modificherei l'Italicum proprio rispetto a questi due temi, con o senza il ballottaggio.

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Enrico Montemaggi E per finire: al di la della proposta... il vero problema è che è difficile mettere tutti assieme su di una nuova legge elettorale. Quindi è probabile che adesso resti questa. Salvo che, per esempio Bersani, che rappresenta ben più di una minoranza nel PD, faccia una proposta, trovi tra le opposizioni chi la sostenga e poi chieda a Renzi, al PD ed alla maggioranza che ha votato l'Italicum, di appoggiare la modifica. Se c'è l'accordo, per definizione ci sono anche i voti in Parlamento. Altrimenti si resta così, con l'Italicum e con tutti i problemi che potrà generare. Un'altra volta stiamo più attenti prima di mettere in campo leggi con troppe controindicazioni. L'Italia è sempre un paese da "agitare con cura".