Flessibilità in uscita, sei d'accordo?

Il blocco dei requisiti anagrafici per andare in pensione, contenuto nella riforma Fornero, ha penalizzato le assunzioni di giovani. Ci sono diverse proposte in campo per introdurre maggiore flessibilità in uscita, prevedendo però decurtazioni in caso di pensionamento anticipato. Cosa ne pensi?

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Inps pensioni



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No-

Non esiste un solo caso in cui prepensionamenti abbiamo portato nuovi posti di lavoro.
Paghiamo 250mld di pensioni con i nostri contributi, ogni uscita servirebbero 2 persone assunte...una per coprire i contributi del nuovo pensionato che vengono meno e una per pagare la nuova pensione.
Bisognerebbe fare dei programmi d'uscita graduale, mantenendo le persona a lavoro ma riducendo il lavoro fisico e aumentando gradualmente altri compiti come la formazione di nuovi lavoratori ecc.. (esempio.. un operaio al posto di mandarlo in pensione inizia un percorso dove man mano le ore di lavoro calano e si tramutano in ore di affiancamento a nuovi lavoratori)

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pensioni

Penso sia l' unica soluzione per consentire un equo ingresso nel mondo del lavoro ai giovani e non penalizzare eccessivamente chi anagraficamente e' più anziano , oltre i 61. Giovani dai 19 ai 35 .

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Non sono d'accordo con il mutuo

La stessa idea di un mutuo per andare in pensione mi da veramente fastidio.
Chi vuole anticipare sia penalizzato e basta...
Per alcune categorie che hanno raggiunto l'età pensionabile ante Fornero : familiari che assistono disabili gravi; lavoratori esodati ; lavori usuranti nessuna penalizzazione per andare in pensione.
Leonardo Zizzo

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Lavori usuranti

Riconoscere i lavori usuranti con anticipo dell'età pensionabile è condiviso da tutti. Il problema diventa individuare questi tipi di lavoro: pesanti , turni ecc. ma ci sono anche lavori usuranti fatti da lavori "sporchi"gestite da cooperative di pulizie (strozzate da appalti al minimo). Naturalmente a posto con la giusta contribuzione

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PAR TIME + PENSIONE

Perchè non riprendere la proposta di Romano Prodi sul par time e la pensione? . Per molti lavori anche faticosi e stressanti e che prevedono i turni sarebbe possibile pensare da un impiego par time delle persone negli ultimi 5-7 anni della vita lavotativa. Ogni due par time dovrebbe essere assunto un giovane che in alcuni lavori si potrebbe avvalere dell'esperienza degli anziani. La somma di meta stipendio e metà pensione sarebbe superiore a quella di una pensione specie se contributiva e lo stess da lavoro diminuirebbe notevolmente. Alle imprese che accettano queste soluzioni dovrebbe essere destinate le agevolazioni fiscali per i neo assunti

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Alberto Decadri E' un idea accettabile

Sempre fregature: non toccate le pensioni!

Qual'e' il disegno? Fare cassa con chi ha contribuito di più con versamenti pesanti, per agevolare gli altri, che indubbiamente soffrono di pensioni basse. Ora questa non è equità, ma una sorta di danno ai contribuenti più generosi con INPS. Lo stato deve trovare i fondi dai capitalisti e dal malaffare, imperante nel paese , per sanare queste necessità. Non devono sempre pagare i lavoratori onesti, virtuosi e vessati. È chiaro che mai succederà, la storia lo insegna. Il capitale va combattuto e piegato con la stessa violenza che lo stesso usa contro i lavoratori. I pensionati italiani pagano già un contributo di tasse altissimo sulle loro pensioni. Ovviamente basta con le solite leggi e leggine che creano la giungla pensionistica. Credo che, per non prenderlo in quel posto, tutti i lavoratori devono restare uniti e diffidare dei sindacati , che non hanno fatto un ora di sciopero dopo la benemerita legge Fornero. Togliere il consenso e riconoscere i vari capo' , è fondamentale. Capire realmente chi fa gli interessi dei lavoratori. Oggi temo nessuno!

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Alberto Decadri I pensionati oggi settantenni hanno una pensione al100% calcolata sul solo retributivo . Un giovane 25 di oggi andrà in pensione , se va bene a 72 anni , con tutto retributivo. Giusto ma gli stipendi in ingresso sono bassi e bassa sarà la pensione. Ciò non e' equo per le giovani generazioni .

Adele Rossetti ricalcolare tutte le pensioni in essere con il contributivo

Grazie per il dibattito

Grazie a tutti per il dibattito e le riflessioni. A breve i risultati del sondaggio

Thumb bandiera

65 anni possono bastare

Per la gran parte delle attività professionali e lavorative, 65 anni costituiscono un'età limite alla quale meglio smettere. Vedi medici ospedalieri che a 65 anni vanno in pensione. Non solo per favorire l'ingersso del lavoro dei giovani, ma anche perchè dopo tale età non si è così performanti e ne risenta la qualità delle prestazioni offerte.

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Provvedimento interessante, va nella direzione giusta.

Quando si parla di pensioni si entra in un campo minato. Chi ha una certa età (come me) non vuol considerare il fatto che i famosi "diritti acquisiti" dalla nostra generazione sono un debito imposto ai più giovani.
Invece di sparare a zero su chi, come Boeri ma anche Monti e Fornero, tenta di mettere ordine nel sistema pensionistico, dovremmo fare una class action nei confronti di tutti i pensionati attuali che ricevono pensioni ben al di sopra di quanto dovrebbero ricevere in base ai contributi versati.
Non è colpa dei pensionati, per carità, ma il costo di queste pensioni grava sulle spalle dei giovani come un fardello che probabilmente non permetterà loro di maturare una pensione dignitosa, nemmeno con 50 anni di contribuzione.
Purtroppo la mia generazione non vuole rendersi conto che le regole vennero fatte quando la speranza di vita era di 70-72 anni e ora che siamo ad 83 non possono più funzionare senza creare debito.
E' stato giusto imporre un allontanamento della pensione fino ad un punto che garantisca la sostenibilità del sistema. E' stata una medicina amara ma necessaria.
Con l'allungamento della carriera lavorativa, penso sia giusto soddisfare chi, per ragioni personali legittime, vuole anticipare la pensione. Però deve essere fatto garantendo la sostenibilità del sistema e quindi decurtando adeguatamente la pensione. Credo che questo provvedimento sia equilibrato e debba essere approvato prima possibile.

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Ezio Veronese Guerra tra poveri!

Ezio Veronese Vedo nel post equilibrato e ragionevole, il virus della guerra tra poveri. Pensiamo alla corruzione ed al malaffare che si mangia centinaia di miglioni di euro all'anno. Non guardiamo il dito al posto della luna!

Al lavoro, sempre i soliti

Ritengo che uno quando ha lavorato 40 anni in certi posti sia già ampiamente sufficiente, pertanto tutto quanto in più mi sembra sempre troppo ancor più oggi dove qualsiasi lavoro si è complicato enormemente.
Bisogna nascere con la "camicia" visto che ci sono categorie che di tagli non se ne parla, vedi ovviamente politici e anche altri, commento che per uno che fa attività politica e amministrativa da oltre 40 anni in un piccolo Comune è tutto dire.
Propongo di farci lavorare fino a 80 anni e i giovani li lasciamo sempre a far niente almeno non potranno affermare che gli abbiamo lasciato una situazione di mer.....
Vergogna a chi continua a non far il suo dovere, e non voglio elencarli tutti altrimenti ci vorrebbe troppo tempo.
Per tornare nella serietà si dovrebbe stabilire un dignitoso reddito di "sopravvivenza" oltre il quale ci sarebbe il taglio automatico di tutto il surplus.
Saluti a tutti e buona salute che ne abbiamo bisogno.

Massimo Bergonzi
Santa Maria della Versa (Pv)

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buon senso e lungimiranza

Argomento decisamente tecnico e complesso. Nell'insieme però la cosa "s'ha da fare". In quella fascia d'età situazioni individuali estremamente variegate; c'è chi ha necessità di continuare a lavorare - un solo reddito, assegno basso, figli precari - e chi, invece, si trova in condizioni di "agio", o di agio deciso, - doppio reddito in famiglia, assegno dignitoso, figl ben avviati nella professione, tali da rendere serena la decisione di stbilire un diverso rapporto con la vita.

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Flessibilità e regole

Doveroso chiedere contributo a chi percepisce pensione dopo pochi anni di lavoro.......e a chi percepisce pensioni dorate senza tante fatiche.
Flessibilità anche per creare posti ai giovani. Flessibilità soprattutto nei settori dove l'età aumenta i rischi professionali: sanità in alcuni settori, forze dell'ordine........

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Adele Rossetti ricalcolare tutte le pensioni con il contributivo e in pensione da 60anni o 40 anni

Basta con regole rigide

La flessibilità in uscita dal lavoro per accedere alla pensione di vecchiaia è un diritto da conquistare, ogni cittadino deve essere libero di accedere alla pensione almeno con 40 anni di contributi indipendentemente dell'età anagrafica. Perché impedirlo a chi lo vuole????

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flessibilita' in uscita per I pensionati.

Prima di introdurre un sistema flessibile di uscita, che trovo sacrosanto, bisogna mettere un limite all'eta' contributiva e anagrafica. Penso che 41 anni di contributi siano sufficienti a determinare l'uscita dal mondo del lavoro. Per l'eta'non puo'andare oltre I 65 per gli uomini e 62 per le donne.

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Nessuna flessibilità

42 anni di contributi e 62 anni di età dovrebbero consentire l'uscita senza penalità! In base al reddito familiare chiedere contributo di solidarietà alle baby pensioni e a quelle d'oro!

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Flessibilità "SI"

È' opportuno dar modo a chi ha 41 anni di contributi di andare in pensione senza penalità , soprattutto se ha già compiuto 60 Anni di età . Bisogna ripristinare l'età pensionabile delle donne a Max 63 anni!

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Alessandro Millefanti Concordo perfettamente, aggiungerei che l'età pensionabile debba essere posta ad un massimo di 65 anni come avviene nella maggioranza dei paesi europei e non a 67.

pensione

la proposta giusta è quella di accedere, direi obbligatoriamente, alla pensione, dopo aver lavorato e versato i contributi per 40 anni, indipendentemente dall' età anagrafica in cui si raggiunge tale soglia, un periodo corrispondente alla metà dell'aspettativa di vita attuale.

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Flessibilità

Flessibilità in uscita ok, per dare spazio ai giovani. Ma evitando tagli lineari e con una riduzione secondo le fasce di reddito delle pensioni.
Ad esempio: 1,5% fino a 2.000 euro, 2% fino a 3.000 euro, 2,5% fino a 4.000 euro, 3% oltre. Non sono tecnicismi, questo si chiama "solidarietà".

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Maurizio Rivolta buona idea

flessibilità

Credo ci siano gli spazi per una flessibilità volontaria in uscita così come credo che ci debba essere poi una tutela (oggi inesistente)dei diritti anche economici aquisiti.Diritti che oggi non sono garantiti con un indicatore di inflazione costi non consono alla realtà agganciato a voci,vedi tatuaggi,che non corrispondono alle reali e più basilari necessità di chi vive di pensione/stipendio.

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Emanuele Crociani A parte che siamo in un periodo di deflazione, ed agganciare la pensione all'inflazione significa depauperare i pensionati. Dietro ai diritti c'è chi ha il dovere di fornirli. I giovani disoccupati pagano il debito troppo allegro di cui beneficiano ancora alcuni pensionati (vitalizi e baby pensioni).

flessibilità

credo sia utile creare un ricambio generazionale, senza intaccare i diritti acquisiti. Non condivido si debba lavorare forzosamente così tanti anni. Il mio caso per esempio che da libero professionista, ora senza lavoro dopo 30 anni di contributi, si trova senza speranze, in un limbo assurdo. L'aspettativa di vita è aumentata, ma l'integrità fisica è soggettiva e va considerata. Inoltre va ricercata un'equità per rispetto dei cittadini. Troppi benefici a poche persone

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Emanuele Crociani La coperta è corta, se si vuole il ricambio generazionale si deve rinunciare a un po' di pensione purtroppo. I vincoli di bilancio non permettono creazione di altro debito.

flessibilità e equità

é utile al paese creare la possibilità di uscita anticipata rispetto alla riforma Fornero, si deve poter scegliere di anticipare l'uscita rimodulando l'assegno all'aspettativa di vita, quindi a invarianza di costi finali. Ma più importatante è intervenire sulle pensioni del futuro , a mio parere si dovrebbe garantire un minimo di sussistenza a tutti, finanziato con la fiscalità generale e un prelievo dagli assegni retributivi in essere, e poi il resto costruito con i contributi versati nella vita lavorativa. si eviterebbe cosi di perpetuare la condizione di oggi, dove i lavoratori con redditi medio bassi si ritrovano con un assegno pensionistico poco superiore alla pensione sociale pur avendo lavorato e versato per decenni.

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La flessibilità in uscita è una libera scelta. perché opporsi?

Non capisco l'opposizione dei sindacati. Essendo una libera scelta, la flessibilità in uscita deve poter essere consentita a fronte di una dichiarazione di consenso al trattamento pensionistico che il lavoratore deve conoscere in anticipo. Così si incentiva l'occupazione dei giovani e, sopratutto, si ha maggior consapevolezza di vivere in uno stato nel quale è ancora possibile la libera scelta personale.

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Ornella Zappella I sindacati si oppongono ad una taglio troppo pesante, non credo al concetto di flessibilità in uscita. Chi ha lavorato per 35 anni come me, si è visto passare sopra la testa già diverse riforme e, rispetto a chi è andato in pensione solo qualche anno prima, si ritrova con una rendita molto diversa, oltre al fatto che si deve lavorare ancora almeno otto anni prima di accedere alla "pensione anticipata". . Possibile che non si possa trovare il modo di recuperare dalle pensioni baby o da chi beneficia di pensioni molto alte basate non su effettivi versamenti ma derivanti magari da promozioni ed aumenti effettuati in prossimità della scadenza, da contributi figuirativi, e altro senza dover fare i conti con il concetto di "diritto acquisito"? In un momento di così estrema difficoltà il "diritto costituzionale" ad una vita dignitosa non dovrebbe essere un valore più alto di quello della difesa di alcuni privilegi?

Flessibilità in uscita dal lavoro

Sono d'accordo solamente nel caso in cui il costo dell'anticipo del pensionamento sia compensato da corrispondente decurtazione dell'importo della pensione, in modo che non gravi sui conti dell'Istituto previdenziale né in altro modo sulla collettività dei contribuenti.

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Pochi ma subito

con una decurtazione del 3% non si stravolge la vita a nessuno.
si mettono in circo più opportunità di spesa e di conseguenza l'economia gira.

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L'usura del vicino è sempre più bella

Mia figlia che vive e lavora a Londra ha sottoscritto una pensione privata che le consente di ottenere per un contributo del datore di lavoro in percentuale dMia figlia che vive e lavora a Londra ha sottoscritto una pensione privata che le consente di ottenere per un contributo del datore di lavoro in percentuale d el 60% su l'importo mensile prefissato. (es: su 100 sterline 60 sono a carico dell'azienda e 40 versati da lei). Sulla certezza di quanto scritto chiederò conferma a mia figlia per correggetlo in caso di mia non corretta interpretazione.

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Totale flessibilità, ma usando le tabelle attuariali

Idealmente, col contributivo, ognuno dovrebbe essere libero di lasciare il lavoro quando desidera, anche a 35 anni. L'importante è che la pensione venga calcolata usando le tabelle attuariali: tanto hai versato, tanto ti resta — in media — da vivere, tanto ti spetta. L'unica limitazione dovrebbe essere aver raggiunto un importo minimo (tipo quello della pensione sociale)

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Luciano Cividati Pienamente d'accordo. Altrimenti tra pochi anni si dovrà nuovamente rimettere in ordine il sistema danneggiando le future nuove generazioni.

Far le parti uguali tra diseguali: è questa l'ingiustizia

Nessuna penalizzazione per chi decide, dopo un ragionevole numero di anni (almeno 35 anni considerando anche l'età a cui si arriva al lavoro e le frammentazioni, non sempre armonizzabili, contributive esistenti) di lasciare il lavoro., con il calcolo misto (se lavoratori prima del 95) o contributivo. Tenere in massima considerazione quelle attività lavorative che anche se non considerate dal punto di vista legislativo"usuranti" di fatto lo sono enormemente (provate a lavorare nei cantieri come muratori, o nelle fabbriche o a condurre autotreni, o insegnare, o a lavorare come inservienti nelle case di riposo/cliniche, ecc.). Ridurre a 3/4000 € mensili quelle pensioni d'oro o di platino; rendere equo il sistema previdenziale (lavorando nel settore so quel che dico: a 67 anni e sette mesi il presunto nullatenenete/facente si prende l'assegno sociale pari a 448 € dopo aver bellamente lavorato in nero come la donna di servizio che dopo ventanni di attività arriva a tale cifra con l'integrazione) e socio assistenziale (lo sapete che l'indennità d'accompagnammento è un beneficio economico che prescinde dai redditi personali e familiari ?). Ultima considerazione con un pizzico di polemica: il governo Monti ha fatto quel che il parlamento non ha voluto fare e neppure il PD può sottrarsi dalla grave responsabilità, insieme ai sindacati della situazione attuale.

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Non solo flessibilità

La flessibilità non è una buona idea dal punto di vista dei conti a breve, ma è necessaria per diverse categorie di lavoratori, quindi sono a favore. Ma c'è altro su cui lavorare, per esempio le contribuzioni volontarie, che vengono disincentivate nonostante portino entrate significative da subito. Per esempio il riscatto delle lauree, che ha costi eccessivi e sarebbe, se favorito in età giovane, solo una entrata, senza alcun costo immediato per l'INPS.

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flessibilità indispensabile

è indispensabile pensare ad una flessibilità in uscita perché i lavori non sono tutti uguali e c'è chi non riesce a lavorare fino all'età prevista oggi. Pensiamo spesso ai lavori pesanti ma io penso anche a quei lavori come l'insegnamento dove ad un certo punto non hai più gli stimoli per innovare

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Lavori usuranti d'accordo

Completamente d'accordo , la legge fornero va rivista sopratutto per i lavori usuranti!

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RETRIBUTIVO E CONTRIBUTIVO

Dare flessibilità in uscita a chi è ancora al lavoro mi sembra assolutamente giusto. Per il resto concordo con l'opinione di Maggioni. Mi piacerebbe che, dentro il partito e il sindacato, si affrontasse una discussione vera sull'equità del sistema pensionistico (e magari chi ha difeso ad oltranza e contro ogni evidenza il sistema retributivo ammettesse finalmente di avere sbagliato).

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Ingiustizia da sanare

Attualmente abbiamo delle clamorose ingiustizie tra le persone intorno ai 60 anni. Ci sono lavoratori che sono andati in pensione con 35 anni di contributi, e magari uno scivolo di prepensionamento, con il metodo retributivo e contemporaneamente altri con uno o due anni di anzianità in meno, magari perché hanno studiato, che andranno, forse, con 44 anni di contributi e una pensione ridotta.
Sono 9 anni di lavoro in più che, assumendo ad esempio una pensione di 1500 eu al mese, vogliono dire 162 mila euro persi rispetto al coetaneo che si può riposare.
Per non parlare di scivoli, prepensionamenti, pensioni baby e ammortizzatori sociali vari con durate assolutamente improbabili.
Credo che sia estremamente importante, e urgente, cercare di sanare questa situazione.

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3 fasce di rateo netto mensile.

Ecco la mia proposta per eliminare tutti i privilegi e contenere la spesa pensionistica dopo aver separato l'assistenza.
1) passaggio: 40 di contributi e 60 anni di età per le donne e 40 di contributi e 62 anni di età per gli uomini.
a) 1 fascia di rateo netto mensile per tutte le pensioni al minimo €. 1000;
b) 2 fascia di rateo netto mensile per tutte le pensioni con i requisiti contributivi €. 1500;
c) 3 fascia di rateo netto mensile per tutte le pensioni con requisiti contributivi e di livello superiore max €. 2500.
Questo vuol dire concretamente ridistribuire il reddito mantenendo alta la dignità della persona.

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LA FLESSIBILITA' E' UN FALSO PROBLEMA!

Le varie proposte non affrontano la questione di fondo ed a pagare, eventuali soluzioni di flessibilità, sono sempre gli stessi. A mio avviso è necessario partire, in primis, da un fatto reale e cioè che la spesa pensionistica è sostenibile se viene svincolata dall'assistenza che grava per oltre il 50% sul sistema e trasferirla sulla fiscalità generale. questo è il punto! In secundis eliminare definitamente tutti i privilegi ancora esistenti che determinano situazioni anomale, il riferimento alle previdenze di categoria.

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A quali condizioni?

Sarebbe certamente molto utile una maggiore flessibilità in uscita. A quali condizioni?
I dati pubblicati relativi alle pensioni erogate indicano che la maggior parte delle pensioni sono misere al limite della povertà.
Con una maggiore flessibilità in uscita si vuole forse continuare su questa strada dando una pensione da fame in modo particolare alle donne che hanno lavorato una vita?

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Flessibilità

Sono d'accordo alle seguenti condizioni:
1) L'azienda deve contemporaneamente assumere un/una under 30
2) L'età non può scendere sotto i 60 anni donne e 62 anni uomini

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Redistribuzione del Lavoro e Flessibilità nel Pensionamento.

Occorre una redistribuzione del lavoro che c,è! Insieme a un meccanismo di flessibilità del pensionamento è necessario affrontare il tema degli orari di lavoro e la paga oraria minima. Se si vuole dare, davvero, aumentare il numero di occupati, se davvero si vuole dare ai giovani maggiori possibilità di entrare nel mondo del lavoro, è necessario:
1. Ridurre l'orario di lavoro. Sono quasi cinquant'anni che la settimana di 40 ore non vengono messe in discussione.
2. Abolire gli straordinari. Al contrario di quanto fatto in Italia con la defiscalizzazione, bisogna disincentivare il ricorso agli straordinari con Banca ore o meccanismi simili adottati da Paesi del nord europa.
3. Tutto è diventato flessibile tranne l'eta pensionabile! Occorre mettere mano alla riforma pensionistica e consentire di andare in pensione con 40 anni di contribuzione a 62 anni di età senza penalizzazioni.
4. Per le donne madri occorre prevedere degli sconti sull'età pensionistica in funzione del numero di figli avuti.
5. Fare, finalmente, una lista dei lavori usuranti e prevedere degli sconti sull'età pensionistica.
6. Il lavoro stabile a tempo indeterminato deve avere un costo inferiore al lavoro precario con accentuata flessibilità. Una paga oraria minima per legge sarebbe da valutare con i Sindacati.

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Staff Pd Ciao Michele, grazie per il tuo contributo

Vittorio Mariani C'è bisogno di flessibiltà, i lavoratori devono essere liberi nelle oro scelte pagandone il codsto. Si devono conreggiare tutti i contributi pagati anche ad enti diversi senza oneri per il pensionando. Si chiede flessilità al lavoratore in un sistema pensionistico che lo penalizza. Resto sempre allibito pensando a chi sta in parlamemnto e non si rende conto dei danni che procura con il suo voto.




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