ISIS e terrorismo, cosa ne pensi?

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Arton37438


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prima di tutto bisognerebbe sapere di che si parla e se vogliono essere integrati, assimilati o accettati

per noi e' facile, comodi comodi, pontificare sui bene dell'integrazione. c'e' pero' il punto fondamentale che il modello di integrazione che intendiamo noi dal punto di vista di un mussulmano sciita puzza di apostasia, per un sunnita non saprei, ma non penso che ci si allontani tanto.
se poi si confonde l'integrazione coll'assimilazione culturale...

in effetti non si puo' integrare una cultura che considera la donna inferiore, l'omosessuale un'aberrazione, giustifica la violenza carnale per chi non si attiene ai precetti del libro. queste persono debbono essere assimilate, ossia debbono perdere cotali convinzioni, il che francamente e' anche un poco ingiusto.

prima di parlare occorrerebbe vedere le cose dal punto di vista altrui ed avere presente i problemi di fondo da affrontare. non bastano due righe ed uno slogan.

tanto per capirsi, absit iniuria verbis...

partiamo dalla premessa che si tratta di persone per cui la religione e' una componente totalizzante della vita ed ad essere tutto deve essere sottoposto.

l'esegesi biblica su cui si fonda il mondo occidentale, cristianizzato, laico ed ateo, si fonda sulle acquisizioni della filologia vetero e neo testamentaria.
messa cosi' sembra una stupidata, ma non lo e' affatto. Si tratta di un approccio critico e ponderato ai testi, il cui fine e' innanzitutto la contestualizzazione e la comprensione anagogica.
tutto il nostro sistema educativo si fonda su questo principio, infatti quando si sente dire che la scuola deve sviluppare lo spirito critico dei ragazzi, si fa appunto riferimento a tale sostrato culturale inalienabile nel mondo occidentale. E' talmente inalienabile da essere fondamento del diritto al dissenso (e penso che tanti dissentiranno, con buon diritto).

la filologia testamentaria, come strumento e metodo d'appoccio al corano, inquadrerebbe il testo in una luce completamente nuova e, sebbene il corano noi sia incluso nel canone dei testi ispirati, letto in questo modo de facto acquisirebbe la potenzialita' di divenire una sorta di complemento biblico persino per un cattolico.

ebbene proprio questo approccio e' per l'islam una bestemmia, sicche' ci si restringe in una lettura astorica e letteraria, colla conseguenza pratica di contradizioni non risolte, e l'estensione all'oggi di norme relative uno stato di guerra per una situazione risolta e conchiusa secoli fa.

questa inconciliabilita' culturale fa si' che non si possa pretendere che un mussulmano veda le cose come noi, non per questioni minute, ma su temi fondanti quali il diritto familiare e la dignita' umana.

senza tirare in ballo il fatto che il mondo islamico, proprio per i motivi sopra esposti, rifiuta la dichiarazione dei diritti dell'uomo, cui contrappone la dichiarazione islamica dei diritti dell'uomo, si vede, ad esempio, una conseguenza spicciola spicciola. un ragazzino islamico di 16 anni delle superiori potenzialmente non ha alcun vincolo disciplinare di subordinazione nei confronti di un insegnante donna, se non ne riconosce l'autorita', ha pieno diritto di farlo, come pure, al contrario, di imporle la propria autorita'.

...ed ecco che come per magia l'integrazione diviene impossibile.

l'assimilazione invece si configura come una violenza estrema ed ingiustificabile.

tutti, per l'islam, nasciamo mussulmani, ossia partecipi di quella religione naturale e propria dell'uomo cui maometto e' l'ultimo a richiamarci. il nostro discorstarci da essa e' un'aberrazione che va corretta. la religione naturale permea ogni aspetto della vita, ne determina il fine ultimo e definisce i valori cui ispirarsi.

quindi l'assimilazione ai nostri valori e' un'operazione subdola ed inaccettabile, in quanto equivale a richiedere un'abiura.

tutto questo per dire che non basta dare agli immigrati una casa, un lavoro, mandare i loro figli nelle nostre scuole, colla precauzione di togliere il maiale dalle mense scolastiche e non chiamare piu' il Natale col suo vero nome per non offendere nessuno.
se non siamo consapevoli del loro orizzonte culturale e pensiamo di farli diventare come noi, ci attende il piu' cogente dei fallimenti. D'altro canto cosi' come sono il loro mondo etico ha risvolti in netta contrapposizioni col nostro. si puo' ignorare l'argomento, ma prima o poi il nodo viene al pettine su parecchi aspetti di come si intende la vita quotidiana.

qualcuno potrebbe obiettare, e l'islam moderato allora? moderato e' una categoria inventata da noi occidentali.
fa comodo nei dibattiti televisivi definire moderato chi ha un approccio non sovverchiante verso i non ancora mussulmani. tuttavia la conversione di roma e la vittora della religione naturale per tutta l'umanita' sono il nucleo fondante del pensiero islamico, anche se lo si sposta nella dimensione spirituale (i cosi' detti moderati) e non fattuale (isis), comunque si crea uno stato di tensione rispetto alla mentalita' occidentale che riconosce il libero diritto all'autodeterminazione.

non c'e' da sorprendersi quindi che tutti i dibattiti televisivi cui assistiamo diano sempre un'impressione di latente tensione, incompiutezza e persino di disagio da parte degli invitati. certe cose non si dicono, ma si sentono.

quindi che fare? impugnare la spada? sarebbe la cosa piu' sbagliata. cambiare noi? Deus avertat!
incominciamo a capire cio' di cui si sta parlando, nelle sue sfumature reali, sociali ed anche religiose.
se non siamo in grado di capire l'ottica altrui, quella vera, al di la' di cosa possa farci o meno piacere, al di la' dei nostri limiti culturali, non troveremo soluzioni.

p.s.
lasciamo perdere i "radicalizzati". E' un aggettivo che loro stessi rifiuterebbero. sono estremisti, nel senso che danno del libro sacro un'interpretazione letterale estrema (cosa che un cristiano cattolico, per esempio, non potrebbe mai fare, mentre un evangelico si'). non c'e' nulla di radicale in tutto cio.
con questo tipo di estremisti non si puo' venire a patti, non ci si puo' ragionare. loro vogliono vedere solo il nostro mondo bruciare.

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Emanuele Crociani Molto interessante quello che hai detto. Ma non è sempre così, anche l'islam sta cambiando, lentamente. In Iran ci sono stati tentativi di un Islam più laico e più aperto ai diritti umani, così era pochi anni fa in Turchia e così è ora in Tunisia. In Francia c'è un Imam che è dichiaratamente omosessuale, e la convivenza e l'integrazione sono delle realtà in molte comunità. Non possiamo pretendere che tutto cambi velocemente, ma vedo già che le cose stanno cambiando e si sta creando un Islam conforme ai nostri diritti umani.