ISIS e terrorismo, cosa ne pensi?

Nel corso degli ultimi mesi ISIS ha intensificato gli attentati terroristici in Europa e non solo, causando numerose vittime tra civili di diverse nazionalità e religioni. Quale opinione ti sei fatto di questo fenomeno, quali le cause che lo determinano e quali invece le possibili soluzioni? Partecipa al sondaggio!

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Terrorismo islamico

TERRORISMO ISLAMICO
Da alcuni anni l’Europa è sottoposta ad attacchi terroristici di matrice islamica, che avvengono anche nel resto del mondo e sono perpetrati principalmente contro gli Stati Uniti, la Russia, Israele, India, Malesia, Filippine, Kenia, Nigeria.
Rimangono esclusi l’Oceania, Australia, l’America Latina, il blocco asiatico orientale (Siberia, Mongolia, Cina e Giappone).
Geograficamente si nota che laddove l’Islam e’ la religione prevalente o dove ci sono insediamenti importanti di popolazioni musulmane vi è una spiccata attività terroristica. In Europa e in occidente in generale viene fatta propria dall’ etnia araba.
Qui non si hanno notizie di attentati da parte di altre etnie e religioni diverse da quella araba e mussulmana.
Sicuramente non bisogna confondere l’Islam col terrorismo, ma è lecito chiedersi il perché di questa casualità.
Infatti il dibattito aperto e attuale è quello tra “L’islamizzazione radicale “o “la radicale islamizzazione” del continente europeo
Partiamo da un dato: L’attività terroristica c’era anche prima dell’ISIS.
Storicamente nasce dal post colonialismo, si rafforza con la lotta palestinese e ha sempre avuto come obiettivo gli Stati Uniti e lsraele. Le azioni sono state sempre rivolte contro obiettivi sensibili e simbolici. Dirottamenti di aerei di Linea occidentali, la squadra olimpica si Israele (Monaco 70), Ambasciate e interessi sionisti e statunitensi.
Un evoluzione c’è stata dopo la dissoluzione dell’ URSS, con la questione cecena, la fine dell’occupazione russa dell’ Afghanistan la caduta del regime iracheno di Saddam Hussein, le primavere arabe ed in particolare la dissoluzione della Siria e la nascita dell’ ISIS o daesh.
Ecco; Da qui in poi si sono ricercati non tanto obbiettivi simbolici ma quanto le stragi puntando al massimo possibile di vittime.
Solo gli attentati dell’11 settembre del 2001 riescono a conciliare entrambi gli interessi.

Da allora, una lunga scia di morte; In Israele, Russia, inghilterra, Francia, Spagna, Kenia, Tunisia, Egitto, Libano e Belgio sono state prese di mira scuole, treni, metropolitane, bus, scali aerei, strutture turistiche, concerti, giornali, musei. Si è voluto colpire principalmente il modo di vivere occidentale, questo ha generato una forte reazione nelle popolazioni ivi compresa quella di etnia araba.
Da non dimenticare poi le migliaia di uccisioni tra i mussulmani perpetrati da mussulmani, guerre spietate tra le diverse fazioni (sunniti contro sciiti) e diverse etnie (ISIS contro curdi, yazizi).
Sicuramente la religione monoteista islamica risulta essere quella che maggiormente si presta a essere strumentalizzata per fini diversi da quelli confessionali questo perchè a differenza di altre non c’è un leader religioso assoluto, ma vi sono diverse Confessioni che da sempre si contendono la discendenza del Profeta Maometto (Califfo) e l’interpretazione autentica del Corano.
Ne segue quindi una miriade di imam, mullah, sapienti e predicatori in genere divisi anche per sette che esercitano la loro attività nelle Moschee e nelle scuole coraniche che in Italia dall’ultimo rapporto dei Servizi ( Sisde) sono 611, 370 solo al nord.
In diverse di queste gli insegnamenti sono volti a rafforzare la penetrazione ideologica prefiggendosi di avversare ogni ipotesi di integrazione e nei casi più estremi a spingere verso il jiad (guerra santa) i mussulmani di seconda generazione alla ricerca di un recupero identitario sulla base di un riscatto individuale.
La risposta alla domanda : “perché tanto livore verso il modello occidentale?” va ricercata nell’avanzata del processo di secolarizzazione nel mondo mussulmano. Qui gli atteggiamenti profani, le nuove usanze e costumi e non per ultimi i nuovi modelli di relazione sociale (web e social) mettono in crisi il modello sacrale, conducendo a una progressiva perdita di valori tradizionali e religiosi.
Basta pensare come i cinque pilastri fondamentali dell’Islam (fede, preghiera, elemosina, rituale del ramadan e pellegrinaggio a La Mecca) vengono onorati in maniera molto saltuaria in particolar modo dai mussulmani che vivono in Europa.
Per ovviare a questo le comunità religiose stanno agendo molto sul cosi detto “sesto pilastro”, il Jihad che per i movimenti più ortodossi, quali il salafismo assume lo stesso valore sacrale.
La questione del terrorismo sta tutta nell’autentica interpretazione del termine.
Tradotto vuol dire “sforzo”, cioè l’impegno chiesto a ogni buon mussulmano di uniformarsi all’insegnamento del Profeta attraverso il pensiero la parola e i gesti, e in casi estremi anche la “spada” come enunciato nel sacro testo del Corano (IX Sura versetto della spada). La guerra santa, per realizzare il progetto sempre mai sopito della conversione all’Islam. In questo contesto si parla di “Shaid”, il martire, colui che accetta il sacrificio come testimonianza di fede.
Come già detto i versetti enunciati nel Corano sono diversamente interpretati dai vari Ulema. Nel Sacro Libro il suicidio è proibito ma il martire islamico che si toglie la vita per ammazzare non intende suicidarsi, ma accetta di cadere in battaglia praticando così il jihad nel nome di Allah.
Un altro aspetto non secondario è quello della responsabilità dell’occidente sulla mancata secolarizzazione dell’Islam. Siria, Iraq, Iran, Libia ed Egitto ad esempio erano già ben più che avviati in un autonomo percorso per quanto sofferto e contradittorio percorso di modernizzazione in senso laico della società civile, sebbene tutti regimi militari e comunque dittatoriali. Basti pensare all’appoggio del blocco angloamericano alla ribellione contro Assad in Siria,del nefasto disastro strategico in Iraq e altre operazioni anche francesi dalla destituzione di Gheddafi in Libia fino alla mala gestione del collasso del regime di Mubarak in Egitto, che ha visto il subentro dell’islamismo dei Fratelli Mussulmani guidati da Morsi
A termine di quanto esposto per poter mettere fine al fenomeno del terrorismo di natura islamista penso bisogni rafforzare il dialogo e quindi collaborare con i responsabili delle varie comunità mussulmane che rifiutano l’ interpretazione oltranzista e che accettano di praticare il loro culto nel rispetto della laicità dello Stato e nel rispetto delle leggi da esso enunciate. Per contro sorvegliare e perseguire ogni forma di autarchia.

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Staff Pd Ciao Claudio, grazie per la tua approfondita riflessione

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